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Archivi annuali: 2012

ecommerce cover    “Nelle conversazioni con amici, colleghi, parenti, siamo stati tutti invogliati a fare degli acquisti su internet per varie ragioni; dalla convenienza nel prezzo alla comodità di ricevere a casa i prodotti; dalla possibilità di poter confrontare facilmente marche diverse, alla possibilità di avere tutto alla portata di un clic. In effetti, dalla mia esperienza, e con le dovute accortezze; posso dire che lo shopping on-line rappresenta una interessante risorsa per l’economia domestica.”

Franceso Picciolo, laureato in scienze politiche, siciliano di nascita ma residente a Bologna, già autore di un interessante manuale di cucina siciliana per Errant Editions,eccellente cuoco, appassionato di manifatture,  studioso delle tradizioni, organizzatore di eventi con interessi nel sociale  e grande esperto di acquisti on line, propone questo utile e agile manuale di consigli pratici a cui ne seguiranno altri suoi di autori italiani e stranieri. Con questo testo viene inaugurato l’eCommerce Project di Errant Editions, diretto dallo stesso Picciolo, da Paul Hessel e da Francesca Mazzucato. Si tratta di un progetto preciso, incentrato sull’eCommerce e sulle sue varianti, al quale Errant Editions ha intenzione di riservare molta attenzione con testi dai piccoli prezzi e dall’agile consultazione ( spesso con proposte originali). Con questo eBook, iniziamo , di fatto il nostro duemilatredici.

Il testo si può scaricare qui 

Sarà disponibile prossimamente in tutti i principali store on line.

Racconti che si incrociano in un flusso infinito. Ecosistemi narrativi e narranti che riproducono incessantemente quel desiderio di storie che l’umanità da sempre porta in sé.
Secoli sembrano passati dalla rivoluzione cyberpunk che, agli albori del web, celebrava l’autoriprodursi della realtà virtuale.
Millenni sono invece realmente trascorsi dal giorno in cui, per la prima volta, un homo sapiens (o addirittura un uomo di Neanderthal, tanto per condividere ancora una volta le visionarie ossessioni di Philip Dick), nel buio di una grotta, tracciava sulle pareti umide i disegni di una battuta di caccia.
E se, come scrisse E.M. Forster in Aspetti del romanzo, proprio quel giorno segnò l’inizio del raccontare umano, così oggi, passata anche la visione profetica, ma venata da eccesivo pessimismo, del cyberpunk, ecco che possiamo iniziare ad osservare il punto d’arrivo (che, sempre e comunque, è anche un punto di partenza) di quella insopprimibile esigenza umana del raccontare e del raccontarsi.
Paesaggi narrativi quindi si pongono oggi alla nostra attenzione. Paesaggi narrativi complessi, condivisi, intrecciati, social landscapes appunto. Paesaggi narrativi di cui siamo, in un affascinante gioco di specchi borgesiano, nel contempo spettatori e protagonisti.
Frammenti di un discorso (grezzi e anche sofisticati, completi e anche discontinui, personali e anche forieri di analisi strutturali) che continuano inesauribilmente ad esprimersi in quello che Saramago definì “il mare infinito di internet”. Ma sempre e comunque frammenti narrativi che si organizzano all’interno di quei luoghi ben definiti che creano (e sono creati) dalla rete.
Una casa editrice digitale oggi è non solo artefice di contenuti, ma è essa stessa parte, protagonista, osservatrice della rete. L’insondabile percorso dei flussi trasfigura l’organizzatore e il creatore dei contenuti in luogo di partenza ma anche di arrivo di quegli stessi contenuti.
Nodo vivente di quell’ecosistema narrativo e narrante che è la rete, un editore digitale non può più (anzi, non deve proprio) pensare di essere elemento pedagogico unidirezionale, ma deve (ri)pensarsi come parte bidirezionale di quell’ecosistema, pronto quindi ad attraversare la rete, ma anche, e soprattutto, a lasciarsene attraversare.
La collana Social Media Landscapes di Errant Editions nasce esattamente con questo scopo. Visioni, attimi narrativi, analisi brevi e incisive che lasciano spazio a tutto il mondo inesplorato che sta al di là di quelle colonne d’Ercole che delimitano le visioni tradizionali.
Non un banale approccio how to, non un tedioso metodo manualistico, bensì una narrazione che si inserisce in quella narrazione più ampia che è la rete.
La rete è un racconto. L’unico modo per analizzarla è quello di raccontarla a nostra volta.
Angelo Ricci
 

Stories that intersect in an endless stream. Narrative ecosystems   that constantly reproduce that desire for stories  mankind always carries.
Centuries seem to have passed from cyberpunk revolution that, at the dawn of the Web, celebrated  the reproduction of virtual reality.
Thousands of years have actually passed since the day when, for the first time, a homo sapiens (or even a Neanderthal, just to once again share the visionary obsessions of Philip Dick), in the darkness of a cave, hlaid down on the damp walls the drawings of a hunt.
And if, as  wrote E.M. Forster in “Aspects of the Novel” that day marked the beginning of narration, so today, also came the prophetic vision, but tinged with pessimism  we can begin to see the point of arrival (which always and in any case, it is also a starting point) of the irrepressible human need of stories and telling narrative then pose to us today. Landscapes complex Narrative landscapes require our attention, complex , shared and interwined narrative landscapes ,social landscapes, we can say.  Narrative landscapes in which we are, in a fascinating game of mirrors ( as Borges  would have liked) , in the same time, spectators and players.
Fragments of a conversation ( raw and sophisticated, complete and even discontinuous, personal, and involving structural analysis) which  continue inexhaustibly to express themselves in what Saramago called “the endless sea of ​​the Internet.” But always narrative fragments that are organized within those places that create well-defined (and created) by the network.
A digital publisher today is not only  creator of contenst, but is itself part,  protagonist, and observer of the web The unfathomable flows path transfigures the organizer and creator of contents in place of departure as well as arrival of the  same content.

Living core  of the narrative and narrating ecosystem that is the Web,  a digital publisher can not (indeed, must not) think to be pedagogical  unidirectional element but must (re) think itself  as bidirectional part of that ecosystem ready to cross the web , but also, and above all, to allow itself  to be crossed.
The  Social Media Landscapes Project by Errant Editions has  exactly this purpose. Visions, narrative moments, brief and incisive analysis leaving spaces for the whole unexplored world that is beyond the Pillars of Hercules which border the traditional views.
Not a banal ” how to”approach, not a tedious method as in  textbooks, but a narrative path that fits into the larger Narration, the whole Web
The Web has a story. The only way to analyze it is to tell it in our turn.

Angelo Ricci

 

Stanno per tornare gli E. E.
Cosa vuol dire?
Errant Editions. D’accordo. Ma non solo.
La sigla è per “dire” cose diverse.
Laterali. Oblique. Tutti i nostri testi lo sono.
Alcuni lo saranno di più. E. E sta per Erotica Errante.
Anche per Erotica Eretica. O Estrema Errante.
O Esplorazione Errante. o Errante Eretica.
Un gioco. Con la doppia E.E. Con l’offerta di testi diversi, in tutti i Sensi e per tutti i Sensi ( maiuscola, non casuale)

Saranno distribuiti anche col supporto fondamentale di Narcissus, perché, come sapete noi siamo un collettivo, e i nostri testi arrivano via Narcissus negli store italiani
Tutti da aspettare gli E. E.
Sono testi lunghi. Uno è già apparso, l’Oltraggio.

Sta per arrivarne un’altro, molto controverso, sempre in italiano.

Ma gli E.E sono aperti a tutte le lingue. Proprio tutte.

 

Se avete qualche proposta, qualche suggerimento, delle idee  potete scrivere a

coralie.besse1@gmail.com
o a francesca.mazzucato@erranteditions.org.

….

E. E. are coming back.
What does it mean?
Errant Editions, of course But not only.
The acronym is for “say” different things.
A special way of writing. Wide.  Oblique. Almost all of our eBooks are like this, some will be more.
. E. E is for Erotica Errante.
Even for Erotic Eretica. O ExtremErrant
O Exploration Errante. or Wandering Heretic.
Just to have fun with  the double E.E.

The matter is offering different texts, in all senses and for all the Senses (upper, non-random)

The E. E will a be distributed with the fundamental support of Narcissus, because as you know we are a collective, and our texts arrives in the italian store by menas ofNarcissus.
Wait the next  E. E.
They have to be long texts. One has already appeared, “the Outrage.”

A new one,a very controversial novel, always in Italian is going to appear

E.E is  open to all languages.

If you have suggestions, proposals, or everything please write to

coralie.besse1 @ gmail.com
or to francesca.mazzucato @ erranteditions.org.

 

Originally posted on Carta e calamaio :

Pierre-300x225Questa settimana l’intervento presentato alla tavola rotonda dal titolo “The Role of Literary Agents on the International Book Market in the Digital Era” svoltasi nell’ambito del Guadeamus International Book Fair è quello di Pierre Astier, Pierre Astier & Associès

La situazione nel nostro paese

Essere un agente letterario in Francia, paese molto conservatore  e tradizionalista, è una sfida, poiché parecchie case editrici hanno una vecchia e profonda ruggine per quanto riguarda gli agenti letterari. Ma noi amiamo le sfide e le cose stanno passo a passo cambiando. Una nuova generazione di editori è apertamente intenzionata a collaborare con gli agenti. Ci sono alcune agenzie letterarie internazionali in Francia e molte sub-agenzie. Il fatto che in Francia ci siano così pochi agenti ha mantenuto questo paese fuori dal mercato dei diritti commerciali internazionali ( dominato da Londra, Francoforte e Barcellona). Essendo un crocevia storico e geografico Parigi sarebbe potuta diventare…

View original 420 altre parole

COVER AGENTE NEW DEF

Mutazioni che dal web si riverberano ormai da tempo nell’editoria attraverso un feedback infinito. Editoria digitale, ebook, self publishing, social network, litblog e scritture condivise sono le nuove frontiere della narrazione. Editori, scrittori e tutte le altre figure della filiera editoriale devono affrontare queste sfide in modo professionale.

Angelo Ricci

Carla Casazza, titolare dell’agenzia letteraria Carta e calamaio racconta in questa nuova uscita dei Social Media Landscapes di Errant Editions il nuovo ruolo dell’agente letterario. Un agente letterario 3.0 appunto, che deve sapere fondere l’antica sapienza di un Erich Linder, il primo agente letterario italiano, con le posizioni innovative di un Andrew Wylie, che ha saputo sfidare i colossi dell’editoria americana.

Un’idea geniale e pericolosa  e una sfida che ci affascina e ci cattura, quella di aver affidato la cura dei Social Media Landscapes ad Angelo Ricci. E non solo per il successo che hanno ottenuto e stanno ottenendo i suoi  “Pinterest è un sogno?” e “Viva Tumblr!“, riuniti anche nella Special Editions, tutti e due insieme a un piccolissimo prezzo. No, geniale e pericolosa, seducente e capace di schiudere ampie visioni laterali è l’idea, il modo, il tempo, il ritmo e lo stile che ha Ricci di *stare*, *vivere*, *comporre* percorsi sul web, carichi di contenuti, o, all’apparenza impalpabili, in realtà profondamente infiltranti.
E le sue proposte per i Social Media Landscape, sono nello stesso stile, sovversive. Carla Casazza, che abbiamo incontrato alla Buchmesse di Francoforte, è un tipo di agente letterario ( e molto più di questo) che spariglia le carte, che confonde, che coglie, che si muove nei panorami difficili e mutanti nell’editoria con competenza, sapienza e capacità  e lascia stupefatti, trovando il “modo” e i “modi” per ritrovare le tracce di una professione che per necessità ( ed è forse giusto così) si fa prismatica e cangiante e ce lo racconta in questo eBook breve e densissimo.

Il testo al momento si può scaricare qui, prestissimo nel Kindle store e negli altri store on line. Buona lettura.

Dubliners cover def A complete version of Dubliners with enriched appendix by Paul Hessel and Marie Laffont. This eBook is part of our James Joyce Project. We are working on a new eBook about James Joyce in Zurich.  It will be a  long essay with unpublished material

You can download this eBook here

 

aoltraggioIl primo romanzo che inaugura gli E. E.
Cosa vuol dire?
Errant Editions. D’accordo. Ma non solo.
La sigla è perfetta per “dire” cose diverse.
Laterali. Oblique. Tutti i nostri testi lo sono.
Alcuni lo saranno di più.

E. E sta per Erotica Errante.
Anche per Erotica Eretica. O Estrema Errante.
O Esplorazione Errante. o Errante Eretica.
Un gioco. Cion la doppia E.E.

Con l’offerta di testi diversi, in tutti i Sensi e per tutti i Sensi ( maiuscola, non casuale)

Sono distribuiti anche col supporto fondamentale di Narcissus, perché, come sapete noi siamo un collettivo, e i nostri testi arrivano via Narcissus nei principali store
Tutti da aspettare gli E. E.
Saranno testi lunghi, come questo, a prezzi bassi.. Se avete qualche proposta potete scrivere a

coralie.besse1@gmail.com
o a francesca.mazzucato@erranteditions.org.

SOcial MEDIA LANDSCAPE COVERPinterest è un sogno? & Viva Tumblr!

di Angelo Ricci.

 

Pinterest è un sogno? È un simbolo? Un’icona del nostro immaginario o è semplicemente un social network? Come è possibile coniugare Pinterest con il mondo dei libri, degli scrittori, dell’editoria? Il primo breve testo, seguito dal nuovissimo “Viva Tumblr!” sono la “Special Edition” dei Social Media Landscapes. Angelo Ricci è blogger, critico, autore di un ebook di grande successo come “Borges aveva un tumblr”, scrittore, esploratore digitale. Coordina i”Social Media Landscapes”. Testi brevi capaci di mettere a fuoco un dettaglio, un lembo, una prospettiva realtiva a tutto quello che riguarda social network, social media, e il web nel suo complesso. Assaggi gustosi, appaganti, interessanti sulla nostra “vita digitale”. eBook illustrato
La “special edition” al momento si può scaricare  qui

ecce homoDue poesie di” Ecce Homo” di Giuseppe Martella sono presenti  sulla versione online del magazine  Glamour, nella rubrica Versi diversi, curata dalla poetessa  Isabella Leardini

Il link è questo, e come editori digitali di Martella e della sua poesia, siamo, naturalmente, estremamente contenti.

La raccolta la potete scaricare in formato ePub in  tutti i principali store on line, in formato PDF su Lulu.com e su Amazon, nel Kindle store
Giuseppe Martella è anche critico, e collabora conrecensioni molto interessanti a Books and other sorrows, storico  blog d’autore del gruppo Kataweb -L’Espresso, di Francesca Mazzucato, direttore editoriale di Errant Editions. A Books collabora anche Nunzio Festa, e comincerà presto a collaborare Martine Besse, da Marsiglia.

 

 

 

 

akaddish

Possa la narrazione arrivare, responsabile, fiera, illecita e potente. Possa essere questo, o indietreggiare e non essere, ritornare al niente.
Possa la scrittura non cercare scuse e mai neanche soluzioni.
FRANCESCA MAZZUCATO. Kaddish profano per il corpo perduto

Kaddish profano per il corpo perduto è un romanzo di Francesca Mazzucato, che è stato pubblicato in versione cartacea da Azimut nel 2008 e che adesso, Errant Editions, ripubblica.  Lo trovate su Amazon, nel Kindle store e in tutti gli store on line, ad esempio qui. ( la versione digitale costa la metà di quella cartacea, meno di sei euro)

All’epoca in cui uscì in edizione cartacea ebbe un’accoglienza molto attenta con ottime critiche, ad esempio Gianfranco Franchi, su Lankelot.
Scrive, nella sua attenta analisi Franchi, fra l’ altro:

La voce letteraria magiara prescelta, come reminiscenza guida, è quella di Imre Kertész: il titolo dell’opera prescelto omaggia il suo “Kaddish per un bambino non nato” (il Kaddisho Qaddìsh è una delle più antiche preghiere ebraiche), la presenza dell’artista è davvero simile a quella di una sorta di Virgilio. È Kertész il medium della Budapest della Mazzucato e il dramma del suo popolo è una chiave per orientarsi in questa nuova cognizione del dolore: “Gli echi di Imre Kertész ritornano ciclicamente, parti sottolineate dei suoi libri, senza destino, essere senza destino, fateless. The fateless story of everyone. I suoi libri sono pieni di orecchie, di punti esclamativi accanto alle frasi. ‘Una donna calva in vestaglia rossa sedeva dinanzi allo specchio’. La immagino, mi pare di vederne la fisionomia ovunque, in controluce, dietro le finestre. Mi aspetto anche di incontrarla, faccio attenzione, per la strada” (p. 75). “

E ancora:

Tanti amanti e pochi amori – l’unico eterno è quello per la Letteratura.
La scrittura vive di sé stessa. La scissione è chiara. È come se un grosso blocco di ghiaccio si staccasse da un iceberg, e andasse navigando per l’oceano senza essere mosso da altra volontà e altra direzione che non sia: essere, essere arte.

Sempre su Kaddish, Nunzio Festa. La sua recensione la potete leggere qui

Fiorenza Aste, scrittrice e critica letteraria ne scrive invece con appassionato coinvolgimento. La sua recensione.

Scrive, tra l’altro la Aste:

“E’ un libro potente, il Kaddish della Mazzucato. Un libro maturo, di profonda visione, di conoscenza. Di disarticolazione spericolata, di totale disponibilità a mettersi in gioco. Ed è proprio per questo che, a sorpresa, dalla distruzione del noto emerge chiara in queste pagine una nuova configurazione già solida, limpida, sfrondata di ogni sovrappiù. 
E’ un libro sereno, il Kaddish della Mazzucato. Nonostante la scrittura estrema, violenta perfino, nel nominare ogni cosa con pervicace temeraria sincerità, pure la sensazione che se ne trae è quella di una sostanziale tranquillità. La gioia che viene dal guardare senza mascherare, per poi lasciar scorrere via ogni cosa. Senza trattenere. “La serenità di questo viaggio, della scoperta di questa città che mi era ignota, una serenità nuova. Che mi lascia stordita perché disabituata.”
La Mazzucato ha compiuto un salto quantico. Dal rifiuto desolato di sé alla conoscenza e all’accettazione. E, allo stesso tempo, è approdata a una scrittura necessaria.
E questo si riflette nello stile. Questo libro prende una forma nuova, corposa, sostanziosa. Capace di nominare senza reticenze o giri di parole, spesso in modo brutale e totalmente esplicito. Una lingua plastica, che aderisce ai contorni delle cose, concreta e piana. Una lingua matura. Senza retorica. Senza giochi. Senza indulgenze.
Una lingua consapevole.”

 

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