archivio

poesia

cover marsiglia brauquierBrauquier biografia romanzo CoverUn nuovo progetto che ci coinvolge molto, per tante ragioni. Perché si tratta di Marsiglia, si tratta del suo poeta, Louis Brauquier, ed Errant Editions nuovamente collabora con una interessante, coraggiosa, spregiudicata, folle e visionaria casa editrice indipendente, che potete scoprire qui

Uscirà a dicembre  Marsiglia, una selezione accurata di moltissime poesie di Louis Brauquier, tradotte da Francesca Mazzucato, che è stata la prima a tradurre in italiano il poeta marsigliese tanto amato da Jean Claude Izzo nel 2006. Si tratta di un libro cartaceo che sarà accompagnato da un saggio dettagliato sulla città, le sue mutazioni, la sua vicinanza ancora allo spirito con cui Brauquier la cantava. O la sua distanza, in alcuni casi.

Nella prima metà del 2014 uscirà invece, prima in italiano, poi in inglese e francese,  il romanzo? la biografia?
Qualcosa di vero e non vero, di romanzato, reale, vivido e appassionante su questo poeta e la sua bellissima storia, scritto da Coralie Besse e da Francesca Mazzucato.  Un progetto importante. A cui teniamo molto perché ci somiglia, siamo un collettivo errante che collabora con altre realtà indipendenti e coraggiose.

E, su Marsiglia, ci saranno anche altri appuntamenti. Prima. Non solo libri o eBook

Vi terremo informati

 

ecce homoDue poesie di” Ecce Homo” di Giuseppe Martella sono presenti  sulla versione online del magazine  Glamour, nella rubrica Versi diversi, curata dalla poetessa  Isabella Leardini

Il link è questo, e come editori digitali di Martella e della sua poesia, siamo, naturalmente, estremamente contenti.

La raccolta la potete scaricare in formato ePub in  tutti i principali store on line, in formato PDF su Lulu.com e su Amazon, nel Kindle store
Giuseppe Martella è anche critico, e collabora conrecensioni molto interessanti a Books and other sorrows, storico  blog d’autore del gruppo Kataweb -L’Espresso, di Francesca Mazzucato, direttore editoriale di Errant Editions. A Books collabora anche Nunzio Festa, e comincerà presto a collaborare Martine Besse, da Marsiglia.

 

 

 

 

APPUNTI DI LETTURE CRITICHE

Il cane col sole in bocca, le mani che stringono l’amuleto, il pezzo di sapone, le dita a strapiombo. Credo che quando Martella utilizza immagini tangibili, corporee, renda molto. Sono immagini che funzionano come immediate accensioni di pensiero. Ho l’impressione che questa sia la sua vena più felice: la capacità di rendere un mondo complesso in un’immagine semplice e tangibile.

Filippo Strumia

* * *

I versi di Giuseppe Martella si dispongono, come rivela anche il titolo Canto, in una dispiegata volontà di canto: un canto rivolto ad un tu presente e vicino, ma nello stesso tempo sospeso tra le immagini della natura, rivelato nello sfumato disporsi delle cose, dei luoghi e degli spazi che attraversa, nella inafferrabilità del mondo. È insomma il «ricco e strano» (con espressione che viene da lontano, su una linea che da Shakespeare conduce a Montale) del mondo esterno che sembra come superare la propria estraneità attraverso il sorriso della persona a cui si dice tu, attraverso i suoi gesti, il suo darsi presente al di là di ogni segreto, ma anche attraverso la sua identità separata, il suo appartenere ad un universo che non può totalmente coincidere con quello di chi così appassionatamente le si rivolge.  E nella Preghiera di assenza e di assedio il canto sembra divenire più tagliente, come segnato da una tensione più risolutiva, dal più forte affermarsi dell’alterità di quel tu.

Giulio Ferroni

* * *Ho appena letto e riletto il Canto. È bello da faticare a dirlo. Riempie e frastuona con una voce sottilissima e precisa, prende da un lato, da un’angolazione che ruota di continuo, pensi che una sorpresa possa arrivare una volta sola perché la volta dopo ne dovresti riconoscere il passo, invece ritorna incredibilmente e incredibilmente prende con lo stesso forte sussulto, alle tempie, alle caviglie, in quella zona alta dello sterno dove il piacere e il dolore fortissimo si confondono. È un’opera che è un innamoramento lunghissimo e rapidissimo, cristallizzato nell’istante in cui comincia, comincia di continuo.

Greta Rosso ( Canto è presente in tutti gli store on line e si può scaricare, ad esempio qui )

 

Prose e Stralci di narrazioni per i lettori, gli scrittori e gli amici di Errant Editions

Non l’hai inventata tu, la gioia, non sei

abbastanza intelligente…

Milo De Angelis

1

Devono avere truccato le nostre carte, tutti i nostri semi, nello stanzone di nero rame dell’anagrafe. Qualcosa avrà disastrato i cassetti, o spalancato i cassettoni e sciolto altro inchiostro.

Ci sarà stato un bel daffare, ore di straordinari e di occhi obliqui, di mani e gambe indaffarate a spazzolare la scacchiera del corridoio. E il fuoco è andato perso.

Io stesso avrei desiderato altro. Ero partito da altri presupposti, da una diversa tesa di orizzonte. Ancora insisto nello scrivere io, e non mi accorgo che parlo di te.

2

C’è stata una vita anteriore, o per lo meno un suo ricordo, che ha dispiegato e inciso la tela del tuo presente di voce.

Lo so perché ti leggevo, e ti leggo: due anni fa, nel pieno di un nero che mi faceva venire voglia di urlare fino a stracciare i polmoni…

3

Tornavo a casa camminando sulla terra stancata dal dopopioggia. Non era dato più alcun mutamento, mancavano ancora conferme, il disastro si era rivelato intenzionale. Raccoglievo gli ultimi episodi della resa, cercavo di accostarli non dico per intelligenza, almeno per fedeltà.

Tornavo a casa in una condizione di ospite, in un rovescio della negazione. Chiudevo gli occhi alle cose, sicuro e impaurito di non essere visto. Tornavo nella casa del tuo inferno intenerito.

4

Il cielo era una palpebra socchiusa, le finestre erano illuminate. Le cose stavano dentro l’ombra, le strade erano entrate in un ordine diverso, nutrivano altre fughe…

Ho tolto molti chiodi dalle suole, ma non per questo il passo è più leggero. La pianura insiste nel suo variare e si viaggia senza ritorno.

Accettare questa perdita di confini, queste strade slabbrate, può essere un tentativo di inclusione. Eppure le cose insistono anche se non sono definibili, come queste finestre illuminate.

5

Prima, prima di arrivare in questa scatola nella quale ti sei rinchiusa, ho approfittato di un lampo. L’aria era grassa e le tortore, qui intorno, volavano basse. Tu volavi ancora più bassa di loro.

Mi sono detto che per ogni lampo avrei spaccato i miei occhi. Mi sono detto: ora che tuona, mi spacco gli occhi. È il mio ultimo tentativo, mi sono ripromesso. Poi lascio perdere. Annullo questa sospensione, riprendo il mio cammino.

Gesti minimi. Un ritorno atteso che non arriva. L’amore, nelle sue forme più spietate ed urgenti

 

“Il vento che ha mangiato il tuo corpo di foglia attraversa le mie porte.”

 

Si legge in fretta, nel contemporaneo. Si leggono stralci brevi, frammenti.Di quello che si legge si porta addosso la scia, l’intensità, la forza amorosa.

Errant Editions propone un “fuoriprogramma” poetico di Giuseppe Martella. Un “nostro” autore.

Nato a Chieti nel 1978, ha una laurea in Lettere moderne e un master europeo in traduzione tecnico-scientifica presso l’ateneo dell’Aquila. Attualmente vive e lavora a Roma come editor e traduttore freelance. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Canto”, per i tipi (digitali) di Errant Editions, e, sempre per Errant Editions, Il Prigione. Prima Parte. I e Il Prigione. Parte II. Sta lavorando alla terza parte, per un eBook singolo e per uno che li raccoglierà tutti e tre e a un altro testo in prosa, appena agli inizi. Fulminante e intenso. Ecce Homo si può scaricare qui e, prossimamente, come sempre, in tutti gli store on line.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Some of the most important poems of Eliot in an edition enriched by links. Edited by Paul Hessel who is responsible of Eliot Project and  is working on an important essay on the poet’s whole work, which will soon be published by Errant Editions. ( translated in three languages)

With a videoreading of Eliot from Four Quartets

download here

“… Questo è l’altare. Oltrepassi la cortina di stoffa della stanza, il tuo oltremondo. Quante braccia reggono il tuo seno, la sedia su cui ci inchiniamo.”

Sono poesie d’amore. Pensate per un amore sbrecciato e finito? Per un amore presente o l’ombra di un sentimento passato? Non si può e non si deve capire. Il senso di questo insieme di liriche, veri “frammenti amorosi” è volatile, come il flusso della vita e delle stagioni, e questa implapabile leggerezza “delicatamente” non lascia indenne il lettore. Alcuni dettagli commuovono, altri trasportano in impensabili territori. Quando le ho lette mi hanno colpito, le ho sentite  vicino, accanto, profonde, somiglianti. Specchi. Magari incrinati. Oppure integri per quell’istante cruciale, per quel momento di sublime impermanenza.

Sul di lui ci dice:

“Ho pubblicato finora quattro poesie: le prime tre sull’annuario del Premio LericiPea, nel 2000, in qualità di finalista per la sezione inediti. Una quarta poesia è stata pubblicata anonimamente (su mia richiesta) sul mensile “Poesia” di Crocetti, nell’estate del 2000, in occasione della scomparsa di Attilio Bertolucci.”

Il resto lo trovate qui:

http://laboratoriodicarta.wordpress.com/

L’ebook invece si può scaricare qui

These are love poems. For a love chipped and over? For a present one? An old shadow?  We can not and should not understand. The sense of this collection of poems, true ” fragments of contemporary feelings” is volatile, as the flow of life and seasons, and this implapabile lightweight “soft” leaves the reader free. Move us a few details, other areas transport you to unimaginable. When I read all CANTO, it  struck me, I felt close to this poetic words. Mirrors. Maybe cracked. Or perfect for a while, thecrucial moment of sublime impermanence.

download here

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 174 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: