Bach e la ferocia. Marzo 2012 Zurich. Di Francesca Mazzucato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il poeta e critico Leandro Piantini definisce così la narrativa di Francesca Mazzucato:
“..vulcanica esternazione di umori ribollenti,il corpo viene raccontato nei suoi segreti, nelle sue tenere debolezze, nella sua indifesa e toccante precarietà.”

Sul linguaggio di Francesca Mazzucato, la scrittrice Fiorenza Aste scrive:
“Una lingua plastica, che aderisce ai contorni delle cose, concreta e piana. Una lingua matura… Senza indulgenze.
Una lingua consapevole.”

e la giornalista Serena Chiarion:”la scrittura è diretta e i contenuti profondi e toccanti.
La Mazzucato costringe ognuno di noi a capire gli altri, a vedere oltre, a fare i conti con le nostre paure ed i nostri difetti che spesso divengono mura dentro alle quali proteggerci e nasconderci.”

Un testo in ebook che narra di una fine: una feroce epilogo.
Crudele e commovente insieme, racconta cosa succede fra due amanti.
Fra la donna senza nome e Pierre la tessitura si è logorata, non resta che mettersi a nudo, ma lui, ha ancora paura. La paura che non l’ha mai abbandonato.
La protagonista, per la prima volta, racconta come questo suo rapporto le ha scavato dentro, sconfinando oltre ogni trincea e quanto Pierre abbia “stuprato la sua innocenza nelle cose d’amore”. Passando attraverso il corpo, con il tramite del corpo, è mutato diventando inquinante e crudele.
A causa della trascuratezza e noncuranza dell’uomo?
Forse.
O, forse, non hanno mai parlato lo stesso linguaggio.
Forse lei hai “Inventato” quella intesa? Quella predestinazione?

Pierre, in fondo, è solo un pavido normale uomo sposato che non vuole mettere a repentaglio la sua tranquillità famigliare, le abitudini, il centro commerciale la domenica, il suo essere musicista nel tempo libero per sentirsi importante.

Dipenderà dal rapporto con la madre? La donna “bianchicapelli”? O con la moglie, trasandata e senza alcuna civetteria ma sempre capace di perdonare l’uomo che considera come “un terzo figlio”.
Non si sa, se non si divora questo testo di crudeltà sopraffina, scritto con un montaggio calibrato e difficile, che, di certo, non lascia indenni.
Niente di speciale, quindi. O tutto. Tutto quello che deve compiersi.

La storia d’amore giunge all’ atto finale, c’è un pezzo magistrale con una corale zurighese di “macabri pipistrelli” che diventano i protagonisti di una favola nera, c’è, ancora, l’amore negato, la premura dimenticata, di assenza di confini.

E c’e Bach.Il vero tema, il tempo e il ritmo, il respiro di questa colta scrittura delle passioni, che diventa drammatico epilogo di una fine forse già nota.
C’è Bach. Colonna sonora, protagonista, causa ed effetto.
Tutto l’ebook è scrittura ma anche sinfonia, con un reiterato e ripetuto omaggio reiterato all’immenso compositore.

In particolare, il pezzo famosissimo e meraviglioso attorno a cui tutto ruota è “Wachet auf, ruft uns die Stimme” del quale viene proposto un frammento di traduzione italiana.

Scrittura avida, colta, ferocissima, danneggiata, vorace, febbrile: ultimo atto di una storia che ha inquinato e violentato la protagonista, per un tempo troppo lungo. Ma che, questa volta, non manca al concerto, e riesce, sulle note del compositore, a fare la sua uscita trionfale dalla gabbia di claustrofobia e dolore in cui era rinchiusa.

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