Moleskine dell’errore di Ianus Pravo

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Questo libro è un’epica straordinaria. Un romanzo che mi ha colpito, ferito, preso per mano, fra le viscere delll’uomo, lo schiaffo, lo sputo, la verità e la bellezza. ( il download è possibile qui,  al momento, prossimamente in tutti gli store on line).

La premessa di Ianus Pravo ( dal testo)

Premessa

 Scrissi questo testo a metà del 1998, in un Moleskine. Erano pagine non destinate ad occhi altrui. Ad anni di distanza mi è ricapitato in mano il quaderno compagno di molti viaggi e di quella primavera-estate a Beer Sheva, la città di Abramo. Il racconto, in alcune parti stenografico, mi ha stranamente parlato di luce, di occhi. Ho connesso, sviluppandole, le parti abbozzate con quelle compiute, correggendo di queste solo qualche inesattezza. Nei reali eventi che narro, ho mutato alcuni nomi, luoghi, date, e circostanze, per evitare la persecuzione penale dei protagonisti.

Quanto all’Io, è la marchetta che pago alla mia umanità, è risaputo che è un Altro. È quest’Altro a dirmi. E quanto a Dio, Egli ha la tristezza del creditore. Rivuole me stesso, che Egli è, ma avrà se stesso, che io sono. Dio è la parola più squalificata: è la mia ultima parola. Io dico dico, ma il detto non dice che il suo tacere. Tacere è bello. Ma il più bel tacere non fu mai taciuto, il più bel tacere non fu mai bello: fu il riso spento, e non fu mai.

Note biografiche

Ianus Pravo è nato, suo malgrado, e vive, suo malgrado. Egli è unico, quindi è uno di troppo. Non vuole amare, perché chi vuole amare ciò che fa non è amare, ma volere. Vive, suo malgrado, nella folle idea che non è ancora tardi per morire a vent’anni.

Ha pubblicato i libri di poesia “Mudrà” (AM Edizioni Marotta, 2004), “Nostra Signora d’Auschwitz” (Azimut, 2007), e, insieme a Leopoldo María Panero, “Senz’arma che dia carne all’imperium” (Società Editrice Fiorentina, 2011).

Ha tradotto dallo spagnolo “Narciso nell’accordo estremo dei flauti” (Azimut 2005) e “Dal manicomio di Mondragón” (Azimut 2007), di Leopoldo María Panero. Sempre di L. M. Panero, ha curato e tradotto, insieme a Sebastiano Gatto, “Peter Pan non è che un nome”, poesie scelte 1970-2009 (Il Ponte del Sale, 2011).Ha curato la traduzione in castigliano dei “Canti Orfici” di Dino Campana (Ediciones Caracol Nocturno, 1999).

La bellissima “Madonna Ferita” che è immagine di copertina è di Silvia Tripodi.

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