Ancora sul comprare e vendere sul web. Intervista a Francesco Picciolo e alcune annotazioni sull’eCommerce

acommerce

Francesco, con questo eBook si inaugura una collana dedicata all’eCommerce
Tu hai già scritto un libro di ricette siciliane, per lo stesso editore, che spazia e oltre alla cucina racconta tradizione e tutto un mondo.
Cosa vuol dire per te, che di vendita e acquisti su internet sei un vero esperto, comperare in rete?
Sostituisce o integra i negozi tradizionali e magari artigianali?

Acquistare in rete per me è un rito quotidiano come tanti altri (andare al supermercato o sbarbarsi per dirne due), naturalmente in rete non compro il cibo fresco per praticità, ma è possibile fare anche questo come sai. Le modalità di acquisto in rete sono diverse, dal commercio tradizionale, richiedono una maggiore meditazione sull’acquisto e soprattutto una conoscenza del prodotto, ma possono essere alla portata di tutti basta costruirsi gli strumenti giusti con cui operare.L’acquisto in rete sostituisce e integra, allo stesso tempo, l’acquisto tradizionale. Si compra in rete oggetti di uso comune in quanto la rete li offre a prezzi più convenienti, oppure non sono disponibili nel commercio sul territorio in cui vivi. Sull’artigianato è un fare un po’ diverso; si acquista da produttori artigiani se si conosce la qualità del manufatto. Un esempio che per me è familiare sono i pellai toscani, oppure i calzolai marchigiani; se conosci il manufatto vai a colpo sicuro, naturalmente l’onestà dell’artigiano è sempre richiesta nelle modalità di approntare il sito e il pagamento del prodotto come rilevo nell’eBook.

 

Qual è il tuo store on line preferito? Dov’è che non manchi mai di dare un’occhiata nel caso ci fossero offerte interessanti

A dire il vero non ho uno store on line che prediligo. I miei parametri per l’acquisto on –line sono due: il prezzo e il prodotto. Dato il prodotto che conosco lo cerco con i motori di ricerca al prezzo più conveniente e lo acquisto una volta che ho accertato la serietà del sito. Naturalmente posso dire che per la vastità di inserzionisti italiani e stranieri do sempre una sbirciata su ebay e su Amazon; di quest’ultimo devo dire che ha un eccezionale post vendita per il reso difettosi con costi pari a zero se si sceglie la sostituzione del prodotto difettoso.

I tuoi interessi sono molto vari, ma hanno un filo conduttore che, vorrei dire, ha come tratto costante la consapevolezza portata nei consumi, e nel quotidiano
Un consumo responsabile, attento, non privo di una parte dedicata al piacere, all’acquisto di qualcosa che non è del tutto necessario.
Come riesci a mantenere un tale equilibrio?

Mi ritengo un italiano per gli aspetti positivi che la nostra nazionalità ha all’estero. Il gusto, il design e soprattutto la capacità di conoscere e distinguere il manufatto. Tutti elementi che fanno parte della nostra identità nazionale, sono patrimonio popolare comune, fanno parte del nostro vissuto, della nostra capacità di comunicare, sono addirittura insegnati e tramandati a prescindere dalla scolarizzazione. Faccio un esempio un po’ sarcastico ma, a mio giudizio, calzante; a nessuna delle nostre nonne verrebbe in mente di indossare le infauste giacche della signora Merkel. Eppure, le nostre nonne che per lo più, non sono altrettanto scolarizzate, hanno semplicemente una conoscenza (cultura) del design e sull’accostamento dei colori che è antica come questo Paese, è un fatto popolare prima di essere espresso è presente nell’inconscio di ognuno. Purtroppo il modello consumista che si è affermato negli ultimi anni ci ha parecchio omologati con il resto del mondo. Guardiamo sempre più alle griffe, a volte haimè con immensa cafonaggine, e stiamo perdendo la capacità di riconoscere la qualità del manufatto soprattutto di quello artigianale che ancora qualitativamente sappiamo produrre. Non siamo in grado di contrastare una cultura omologante sul consumo che ci rende dipendenti di prodotti a volte mediocri, ma falsamente rassicuranti. Io però continuo la mia piccola battaglia di libertà di pensiero e di salute; non ho mai messo piede in un fast food e compro mobili e casalinghi italiani. Non mi piace “il regno del truciolare” che sta imperversando sulla via Emilia e in tutte le regioni d’Italia anche se è il feticcio di successo dei pubblicitari; le cose finte sono tali, il suggello del “carino” dei commentatori è una banale cortesia.

 

Il tuo nuovo eBook sta per uscire anche su Amazon e negli store, ma ha già riscontrato successo e apprezzamento. Come vivi questa esperienza di
scrittura e collaborazione con Errant Editions?

Serenamente, cerco di trasferire la mia esperienza positiva di consumatore pratico agli altri. Non pretendo di essere esaustivo, cerco di scrivere solo quello che conosco. Errant Edition mi ha dato questa possibilità e cerco di metterla in atto con naturalezza.

 

Puoi anticipare il prossimo “luogo” dell’eCommerce di cui ti occuperai?

Con la crisi economica che imperversa sui consumi degli italiani e degli europei; direi che mi dedicherò a quello che la rete propone come acquisti in convenienza: i deal.

 


 

Vendere e comprare online, questa direzione porta ovunque. Porta a scontri clamorosi, a successi inaspettati, a mondi che si delineano adagio. Come e perché si deve fare? Il come, ha una sola risposta. Occorre essere creativi, osare, afferrare l’occasione, tentare, aggiustare il tiro, pensare ampio. L’esempio di Bezos, il CEO di Amazon, di Mason di Groupon e di tanti altri è eloquente, ci sono caratteristiche che ritornano. Ma ci sono anche fallimenti epocali, derive mai immaginate.
Come per quello che riguarda l’acquisto. Costantemente, e sempre di più, pensiamo a servizi, prodotti, possibilità, che acquistiamo online. Si parla di industria culturale, ma anche di cibo, di vestiti, di mobili, nel grande e nel piccolo. Cerchiamo lo store del piccolo sito che vende prodotti locali, o cerchiamo i libri da acquistare direttamente presso una libreria antiquaria che ci promette edizioni memorabili e cose mai viste.  Poi ci sono i nostri gusti, il nostro mondo per come, ogni giorni, ci prepariamo a ” desiderarlo ” e a “immaginarlo”. Ci sono i regali che possiamo far arrivare da ogni parte del mondo, ci sono i prodotti tecnologici che possiamo confrontare, quello che non ci serve che possiamo vendere  e riciclare.
Ogni oggetto, ogni servizio, è una storia. Questo è il tipo di discorso che vogliamo tessere intorno e accanto all’eCommerce. Una storia di pionieri, una storia di eBook, di musica, di sorprese, di spesa fatta all’ultimo momento, di prodotti biologici, di quel mondo liquido di servizi.  Ci sono così tante implicazioni che rigardano la nostra vita e così tante ipotesi, promesse, possibilità.

Si può decidere da un momento all’altro che è arrivato il momento di trasformare il nostro hobby in un lavoro, di provare a guadagnare vendendo qualcosa che abbiamo creato per noi e per i nostri amici. A nostro parere, l’eCommerce trova, fra i social network, un alleato molto duttile, e adeguato in Pinterest. Non solo, certo. Ma il mondo dei “pin” e delle “board” ci sembra il più adatto a completare, a comporre, ad arricchire il nostro discorso, con tutte le varianti che avrà e tutti i “posti”, i modelli di business, le offerte speciali che ci permetterà di conoscere e di approfondire. Questo, il nostro  Pinterest dedicato all’eCommerce, appena creato.



 

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