In attesa de “La parte di niente III”

di Giovanni Agnoloni

Angelo Ricci, La parte di niente II. La parte degli scrittori (Errant Editions)

Angelo Ricci 2Angelo Ricci, scrittore che già abbiamo avuto occasione di conoscere sulle “colonne” di Postpopuli, è uscito da poco con il secondo atto di una sua trilogia e-book legata al personaggio, al mito e alle suggestioni letterarie dello scrittore cileno Roberto Bolaño. La parte di niente II. La parte degli scrittori, però, è un’opera che coinvolge anche molte altre, autorevolissime voci della letteratura del Novecento, e in particolare della sua stagione postmoderna, in una sarabanda di pensieri, ricerche e spettri della mente e della storia, che bordeggiano, inquietanti, il territorio della violenza e del male, per additare al segreto e al rischio della zona più calda dell’essere: quella da cui sgorga la dimensione del perturbante, e da cui, anche, fuoriescono le creazioni narrative più geniali.

Ecco la mia intervista all’autore.

1.Una fantasmagoria di autori moderni e postmoderni, da Borges a DeLillo, da Bolaño a Moresco, fusi in un unico “racconto-delirio” (in senso buono, ovviamente), o – per parafrasare proprio l’autore italiano, da te recentemente intervistato – in un “canto del caos”, retto da un’intima e inquietante logica armonica. Qual è la chiave di questa tua ricerca?

Nella mia avventura (nel mio viaggio, se vuoi) di lettore – avventura ormai ultraventennale e che si è poi, ad un certo punto e indegnamente, unita alla mia avventura di scrittore – ho avvertito la presenza di un mondo parallelo, un universo, una realtà forse virtuale (per riprendere Gibson e gli altri autori del cyberpunk) che iniziava a prendere vita, a (con)fondersi con la realtà che crediamo autentica. Una realtà creata da una coppia di demiurghi zoroastrianamente intesi, uno malvagio e in eterno confronto con un altro invece benigno. E questa realtà, questo universo è quello delle narrazioni, delle trame, dei romanzi. Una mappa dell’impero letterario borgesianamente viva e palpitante e pronta a sostituirsi, come in una definitiva e sanguinante catarsi bolañiana, a quella che immaginiamo essere la nostra realtà, in un confronto che non ha (e non può) avere fine. È questo confronto, questa lotta, quello che tu giustamente definisci “inquietante logica armonica”, ed è questo che sta alla base di questa trilogia, che ne è la chiave di ricerca.

(prosegue qui http://www.postpopuli.it/35189-angelo-ricci-la-parte-di-niente-ii/ )

Un grazie speciale a Giovanni Agnoloni .

Il lavoro letterario e critico di Angelo Ricci resta pirotecnico, preciso e sfuggente, non identificabile, fluido, importante.

Per approfondire, o per lasciarsi trasportare dal flusso, date un’occhiata al suo Tumblr, qui http://angeloricci.tumblr.com/)

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